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	<title>samueleschiavon weblog</title>
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		<title>Flash killer?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso ultimamente mi capita di parlare con persone (potenziali clienti, clienti veri e propri, colleghi, addetti ai lavori&#8230;) dell&#8217;ormai arcinota diatriba tra Flash e i framework Javascript, nella fattispecie jQuery, che io (e non solo io) considero il miglior visual framework Javascript in assoluto tra quelli disponibili. Ecco di seguito qualche considerazione buttata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso ultimamente mi capita di parlare con persone (potenziali clienti, clienti veri e propri, colleghi, addetti ai lavori&#8230;) dell&#8217;ormai arcinota diatriba tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adobe_Flash">Flash</a> e i framework Javascript, nella fattispecie<a href="http://jquery.com/"> jQuery</a>, che io (e non solo io) considero il miglior visual framework Javascript in assoluto tra quelli disponibili. Ecco di seguito qualche considerazione buttata giù sull&#8217;argomento.</p>
<p>Negli ultimi quattro anni, il web è enormemente maturato, in termini di interfaccia utente e usabilità, guidato da jQuery e dai suoi concorrenti. Aspetti funzionali ed estetici che prima dovevano essere realizzati in Flash oggi sono alla portata di qualsiasi buon web designer, e l&#8217;avvento di HTML5 aprirà la strada a ulteriori opzioni per offrire video, creare immagini in base a dati dinamici e realizzare una nuova generazione di applicazioni web, il tutto senza il ricorso a Flash. Mai prima d&#8217;ora abbiamo avuto la flessibilità per sviluppare funzionalità che possono essere distribuite in modo affidabile su qualsiasi browser senza dover impiegare plug-in proprietari. jQuery è altamente espandibile, flessibile, molto compatto e costituisce una tentazione stuzzicante, ma che fare di Flash? Per molti anni Flash è stato l&#8217;unico strumento per realizzare interfacce utente con interazioni dinamiche ed animazioni. Gli sviluppatori dovevano decidere se creare un sito &#8220;rich-media&#8221; interattivo in Flash, oppure una sua versione semplicistica con HTML. jQuery ha sfumato i confini tra le due piattaforme, ma è davvero probabile che rimpiazzi Flash? In breve, la risposta secondo me è no, o per meglio dire non totalmente. Mentre jQuery ed HTML offrono soluzioni più valide per le interfacce, senza dimenticare che checchè se ne dica da più parti, Flash non è indicizzabile sui motori di ricerca, e HTML5 offre nuovi modi per servire i video su Internet, Flash eccelle in molti altri ambiti. Per esempio, sebbene i giochi siano tecnicamente realizzabili con jQuery, sono molto più adatti all&#8217;ambiente Flash. Aggiungiamo poi applicazioni come Papervision 3D e quelle della cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata">Augmented Reality</a> (&#8220;AR &#8211; Realtà aumentata&#8221;), e sarà chiaro che in Flash pulsa ancora molta vita <img src='http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>E&#8217; molto positivo, come designer, trovarsi nella posizione di poter scegliere di volta in volta la tecnologia migliore per raggiungere i risultati richiesti dal cliente, e c&#8217;è spazio per tutte, il che è un&#8217;ottima notizia per gli sviluppatori, ma anche e soprattutto per gli utenti.</p>
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		<title>I &#8220;Cargo Cults&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 21:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pseudoscienza e Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[cargo cults]]></category>

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		<description><![CDATA[In momenti diversi degli anni Trenta, militari americani e australiani si addentrarono in zone remote dell&#8217;isola della Nuova Guinea, ed ebbero contatti con le comunità primitive da sempre completamente isolate dal resto del mondo. I rifornimenti per queste truppe venivano paracadutati nella giungla da aerei da carico &#8211; nel gergo militare, &#8220;cargo&#8221;. Grazie a questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In momenti diversi degli anni Trenta, militari americani e australiani si addentrarono in zone remote dell&#8217;isola della Nuova Guinea, ed ebbero contatti con le comunità primitive da sempre completamente isolate dal resto del mondo. I rifornimenti per queste truppe venivano paracadutati nella giungla da aerei da carico &#8211; nel gergo militare, &#8220;cargo&#8221;. Grazie a questi rifornimenti, i militari poterono donare agli indigeni gomma da masticare, Coca-Cola ed altri prodotti della società moderna. Questa loro generosità lasciò un segno indelebile in quella gente, ormai convinta che &#8220;i grandi uccelli&#8221; sarebbero continuati ad arrivare con i loro carichi, o &#8220;cargo&#8221;, di prodotti industriali. Quando i soldati se ne andarono, gli indigeni tentarono di indurli a ritornare costruendo rozze piste di atterraggio. E per quanto possa sembrare sorprendente, costruirono con i bambù anche imitazioni di ricetrasmittenti radiofoniche e rozzi modelli in legno di aerei.</p>

<a href='http://www.samueleschiavon.it/blog/?attachment_id=66' title='cargo-cult'><img width="150" height="150" src="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/cargo-cult-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="cargo-cult" /></a>
<a href='http://www.samueleschiavon.it/blog/?attachment_id=67' title='Cargo_Cult_Runway'><img width="150" height="150" src="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/Cargo_Cult_Runway-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Cargo_Cult_Runway" /></a>

<p>Quegli indigeni cominciarono a raccontare leggende di dèi venuti dal cielo recando doni e che poi se n&#8217;erano andati. Si svilupparono credenze simili a quelle religiose, e quegli dèi finirono con l&#8217;essere riunificati in un&#8217;unica divinità chiamata &#8220;John Frum&#8221;. E&#8217; una storia vera! Pare che il nome di questa divinità provenisse dai nomi dei militari arrivati sull&#8217;isola, che si presentavano come &#8220;John from [da] Boston, Chicago, ecc&#8221;. Sebbene in anni più recenti quegli indigeni abbiano ancora avuto contatti con le culture occidentali, molti di loro continuano a credere nel loro dio &#8220;John Frum&#8221;. Ma un numero ancor maggiore ha sicuramente capito il nesso tra il culto del simulacro di aeroplano e gli aerei veri del mondo moderno, e ha così potuto rendersi conto che il suo dio e i suoi dèi erano in verità soltanto uomini.</p>
<p>Quale lezione è possibile dunque imparare dalla singolare ma verissima storia dei Cargo Cult? Forse che gli idoli, i miti e le leggende possono essere le tracce di fenomeni molto reali e che uomini in carne ed ossa possono venire scambiati per dèi da altri uomini meno evoluti. Del resto, il termine usato dagli Ebrei per la loro divinità unificata, <em>Elohim</em>, proviene dalla parola accadica <em>Ilu </em>che significa &#8220;coloro che sono nobili, elevati&#8221;. La barriera terminologica ha offuscato ciò che gli antichi hanno forse tentato di dire, di dirci, qualsiasi cosa fosse.</p>
<p>D&#8217;altronde, se dovessimo inviare qualche astronauta tra gli abitanti culturalmente più arretrati di un altro pianeta, possiamo dubitare che finirebbero con l&#8217;essere venerati come &#8220;dèi&#8221;?</p>
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		<title>Nibiru, il decimo pianeta</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 22:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pseudoscienza e Misteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sto interessando in questi giorni di questioni che poco avrebbero a che fare con i miei àmbiti professionali e tantomeno con quelli legati alle passioni personali e agli studi passati. Parlo più precisamente di astronomia, argomento del quale, a parte l&#8221;anno di Geografia Astronomica effettuato durante il Liceo Classico (l&#8221;ultimo se non ricordo male [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sto interessando in questi giorni di questioni che poco avrebbero a che fare con i miei àmbiti professionali e tantomeno con quelli legati alle passioni personali e agli studi passati. Parlo più precisamente di astronomia, argomento del quale, a parte l&#8221;anno di Geografia Astronomica effettuato durante il Liceo Classico (l&#8221;ultimo se non ricordo male <img src='http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), non so quasi nulla.<br />
Ma quello di cui parlo in questo intervento è capibile anche a chi come me non ha basi minime in materia. Parlo della presenza di un presunto &#8220;decimo pianeta&#8221; all&#8221;interno del nostro Sistema Solare, che come tutti -o quasi- sanno, è composto da Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno. Plutone non è più documentato a partire da un po&#8221; di tempo come &#8220;pianeta&#8221; in senso stretto, a causa della nuova classificazione avvenuta il 25 agosto 2006. Durante l&#8221;IAU Congress 2006 di Praga, l&#8221;IAU-International Astronomical Union, nel quale appunto sono stati ridefiniti i parametri per l&#8221;identificazione dei pianeti ed è stata introdotta la nuova classe di oggetti denominata &#8220;pianeti nani&#8221; (dwarf planets), nei quali sono stati inseriti l&#8221;ex asteroide Cerere, Plutone e Eris (2003 UB313). Ed eccoci giunti all&#8221;argomento di questo post: Eris&#8230;o il &#8220;pianeta X&#8221;, o &#8220;Nibiru&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone" title="sistema solare" src="http://physics.infis.univ.trieste.it/~monaco/sistema_solare.jpg" alt="" width="1280" height="720" /></p>
<p>Secondo la classificazione ufficiale di cui ho parlato qui sopra, Nibiru è da considerarsi &#8220;solamente&#8221; come un pianeta nano, o per meglio dire, un gigantesco asteroide. Ma moltissimi scienziati in tutto il mondo, tra i quali molti accreditati sommamente, lo definiscono un pianeta vero e proprio. Molto particolare tra l&#8221;altro. Ma perchè?</p>
<p>Scoperte fatte a partire dagli anni ‘80 indicherebbero che questo decimo pianeta non solo sarebbe stato scoperto ma verrebbe monitorato nel più stretto riserbo. L’esistenza ed avvicinamento del misterioso corpo celeste rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza dell’Intelligence USA, di gruppi occulti di potere e dallo stesso Vaticano. Ad ogni modo, che questo sia vero o no, è stato calcolato che Nibiru ha un&#8221;orbita di 3600 anni intorno al Sole (ecco perchè può essere considerato a tutti gli effetti un pianeta del Sistema Solare). Ma perchè questo nome? Il nome &#8220;Nibiru&#8221; significherebbe &#8220;pianeta dell&#8221;incrocio&#8221;, secondom la traduzione dal sumero. Calma. Che c&#8221;entrano i Sumeri con il decimo pianeta? L’idea dell’esistenza di Nibiru ha guadagnato l’attenzione negli anni recenti a seguito di un’ipotesi fatta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zecharia_Sitchin">Zecheria Sitchin</a><strong>, </strong>un linguista e scrittore russo.</p>
<p><strong>Nibiru</strong> per gli antichi Babilonesi era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome deriva dalla lingua accadica e significa <em>punto di attraversamento</em> o <em>di transizione</em>. Nella maggior parte dei testi babilonesi è identificato col pianeta Giove (nella tavoletta n. 5 dell&#8221; <em>Enûma Eliš</em> potrebbe essere la Stella Polare, che a quel tempo non era quella di oggi, ma Thuban o forse Kochab).</p>
<p>Sitchin, sulla base di una propria controversa interpretazione personale delle scritture sumeriche, giunge invece alla convinzione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta. Nelle sua costruzione teorica affianca al pianeta Nibiru il pianeta Tiamat. Quest&#8221;ultimo sarebbe esistito collocandosi tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall&#8221;arrivo di un grande pianeta e di un piccola stella che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa. La nuova orbita assunta da Tiamat avrebbe fatto sì che collidesse con Nibiru. I detriti di questa collisione avrebbero dato vita alla fascia principale, alla luna e alla terra.</p>
<p>Per misurare la precessione degli equinozi, tra gli antichi Sumeri e in Babilonia, il cielo sarebbe stato diviso in 7 spicchi, ciascuno dedicato a uno dei 7 maggiori Anunnaki, ogni spicchio misurante circa 50 gradi sull&#8221;equatore celeste. Con la precessione l&#8221;equinozio di primavera si sposta nel corso dei secoli lungo l&#8221;eclittica, attraversando via via i vari spicchi in cui era diviso il cielo. Il passaggio del punto equinoziale da uno spicchio all&#8221;altro determinava l&#8221;attraversamento di una fascia di confine di circa 1,5 gradi, corrispondente a circa 3 volte il diametro apparente della Terra proiettata sulla Luna durante un&#8221;eclissi. Tale fascia di attraversamento era Nibiru, nella quale la sovranità del cielo non apparteneva ad alcun Anunnaki particolare, e dunque gli dei potevano scendere sulla Terra. Ogni 3600 anni si ripete il passaggio tra uno spicchio di cielo e l&#8221;altro, e si ha il ritorno di Nibiru.</p>
<p>Secondo questa teoria quindi, il pianeta Nibiru è stato coinvolto in una collisione catastrofica con un pianeta situato tra Marte e Giove, chiamato Tiamat. E riassumendo, si dice che questo evento straordinario abbia creato il pianeta Terra dalla parte rimasta esistente di questo pianeta dopo l&#8221;immane collisione con Nibiru, così come la fascia degli asteroidi e la Luna.</p>
<p><strong>I Sumeri e gli Annunaki</strong></p>
<p><strong></strong>Considerati oggi all&#8221;unanimità dal mondo scientifico la prima popolazione sedentaria che presenta caratteristiche per le quali si può parlare di una civilizzazione compiuta, i Sumeri erano rappresentati da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all&#8221;ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.). La loro scrittura cuneiforme sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine del IV millennio a.C.</p>
<p>Il termine <em>Sumero</em> è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi <em>sag-giga</em>, letteralmente &#8220;la gente dalla testa nera&#8221; e la loro terra <em>Ki-en-gi</em>, &#8220;luogo dei signori civilizzati&#8221; o secondo altri autori &#8220;luogo della lingua sumera&#8221;.</p>
<p>Nella cultura sumera, l&#8221;insieme degli dèi venerati da quella civiltà era detto &#8220;Annunaki&#8221;, dei quali i principali reggitori erano An, il dio supremo del cielo (un po&#8221; lo Zeus/Giove del mondo greco-latino nonchè il Dio cristiano).</p>
<p>Secondo le teorie -&#8221;forti&#8221;, indubitabilmente- del già citato Sitchin, gli Annunaki sarebbero degli alieni provenienti proprio da Nibiru. Secondo questa tesi avrebbero avuto un ruolo importante nella veloce evoluzione della civiltà umana e in particolare di quella sumerica. I signori di Nibiru, sin dall&#8221;antichità, sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta. All&#8221;inizio furono inviate delle sonde automatiche per verificare l&#8221;abitabilità del nostro mondo. Quando il pianeta Nibiru giunse nel punto della sua orbita più vicino alla Terra fu inviata una prima spedizione di esseri viventi capeggiata da Enlil, un nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri. I luoghi scelti furono la Valle del Nilo, la Valle dell&#8221;Indo e la Mesopotamia, ovvero la regione &#8220;compresa tra i fiumi&#8221;, il Tigri e l&#8221;Eufrate.</p>
<p>Diverse critiche sono mosse a Sitchin, tra cui quella di fondare la sua teoria sulla traduzione generalmente errata sia di singole parole, sia di porzioni di testo. Quando Sitchin elaborò la sua teoria e pubblicò i primi testi, il Sumero era una lingua ancora poco comprensibile e nota solo a pochi specialisti. In seguito alcune pubblicazioni di massa, come il <em>Sumerian Lexicon</em>, ne hanno diffuso la conoscenza e permesso di verificare la traduzione di Sitchin.</p>
<p>Appare piuttosto ovvio che la comunità scientifica consideri le teorie di Sichtin prive di qualsiasi fondamento scientifico.</p>
<p>Ma è suggestivo vedere che nei rilievi che la civiltà sumera ci ha lasciato, Sichtin veda le figure divine raffigurate come in verità la popolazione aliena degli Annunaki in visita agli umani, creati essi stessi da loro, tramite tecniche di ingegneria genetica. Gli umani sarebbero quindi stati creati dagli Annunaki da un mix tra i geni degli stessi creatori e quelli dell&#8221;homo erectus, ultima forma di evoluzione naturale e spontanea del pianeta Terra.</p>
<p><strong>Nibiru e il 2012</strong></p>
<p><strong></strong>C&#8221;è chi vuole vedere nel 2012 l&#8221;anno del passaggio nell&#8221;orbita terrestre del pianeta X, che starebbe arrivando quindi a gambe levate verso il nostro pianeta. Nibiru sarebbe stato già capace di aver attraversato in 6 anni e mezzo l&#8221;equivalente di 23 Unità Astronomiche di spazio siderale in avvicinamento alla Terra (si consideri che l&#8221;unità di misura, Unità Astronomica, corrisponde alla distanza Terra-Sole). Anche qui, nessun fondamento documentato finora dalla comunità scientifica. In tal proposito segnalo come curiosa (quantomeno) l&#8221;iniziativa di un privato cittadino, tale Gennaro Gelmini di Varese, che scrivendo praticamente a tutte le istituzioni esistenti, ha notificato pochi giorni fa dell&#8221;enorme pericolo che la popolazione mondiale starebbe correndo, proprio in virtù di questo avvicinamento di Nibiru alla Terra.</p>
<p><a href="http://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-nibiru-pianeta-x-51064843.html">Link</a></p>
<p><a href="http://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-nibiru-pianeta-x-51064843.html"></a>Un mitomane?</p>
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		<title>Se Satana ispira le Nazioni Unite</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 20:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
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		<description><![CDATA[Tim LaHaye è un pastore evangelico la cui serie di thriller escatologici Left Behind ha venduto più di sessanta milioni di copie in tutto il mondo, distinguendosi per la sistematica demonizzazione delle Nazioni Unite. Il suo arcicattivo di grande successo è un certo Nicolae Carpathia, nome dal sound vagamente rumeno, ex segretario generale delle Nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tim LaHaye è un pastore evangelico la cui serie di thriller <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia">escatologici</a> <em>Left Behind </em>ha venduto più di sessanta milioni di copie in tutto il mondo, distinguendosi per la sistematica demonizzazione delle Nazioni Unite. Il suo arcicattivo di grande successo è un certo Nicolae Carpathia, nome dal sound vagamente rumeno, ex segretario generale delle Nazioni Unite, spesso chiamato semplicemente &#8220;il malvagio&#8221;. Narratore accattivante, LaHaye ha attinto al timore profondamente radicato tra i fedeli cristiani che le Nazioni Unite, con i loro elicotteri neri sempre nascosti nelle vicinanze, siano un&#8217;entità atea decisa ad impadronirsi del mondo.</p>
<p>Si dice che l&#8217;arcicattivo Carpathia sia un personaggio costruito sul modello di <a href="http://www.mauricestrong.net/">Maurice Strong</a>, il ricchissimo industriale canadese, magnate delle miniere ed ambientalista. Si autoproclama socialista, si intrattiene cordialmente con dozzine di leader mondiali, ed è un frequentatore abituale di gruppi come la conferenza Bilderberg, l&#8217;organizzazione ultrasegreta con quartier generale a Leida, in Olanda. Fondata nel 1954 come base del Nuovo Ordine Mondiale , annovera tra i suoi membri Bill Clinton, Melinda Gates (moglie di Bill nonchè influente imprenditrice e filantropa -si dice al femminile? Suona malissimo -), Henry Kissinger, Tony Blair e molti altri di gran lunga troppo potenti per ostentare i loro cognomi. Ad alimentare ulteriormente i sospetti della destra su Strong è il fatto che sua moglie, Hanne, gestisce un ritiro spirituale e artistico di ispirazione buddhista nel loro grande ranch nel Colorado.</p>
<p>Strong è considerato l&#8217;architetto e il fautore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Ky%C5%8Dto">Protocollo di Kyoto</a>, che propose di ridurre entro il 2012 la quantità di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera del 5,2% rispetto al 1990. Kyoto, al quale è bene ricordarlo, gli USA non hanno ancora nei fatti aderito, fu il punto culminante di un processo durato decenni e iniziato nel 1972 con la Conferenza delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiente umano. Si ritiene sia stata quella conferenza, tenutasi a Stoccolma in Svezia, ad aver introdotto la tematica ambientalista nel dibattito globale sulle politiche pubbliche, con un gran numero di iniziative &#8220;verdi&#8221;, tra cui una moratoria decennale sulla caccia commerciale alle balene. Vent&#8217;anni dopo, nel 1992, seguì la Conferenza delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiete e lo sviluppo, il vertice mondiale di Rio de Janeiro in Brasile, che richiamò più di cento capi di Stato e si concentrò sulla tutela della foresta pluviale e di altri sistemi economici minacciati.  Strong fu segretario di entrambi gli eventi globali.</p>
<p>L&#8217;industriale canadese è un ardente sostenitore del cosiddetto governo mondiale, che naturalmente è ciò che qualsiasi Anticristo/Carpathia degno di questo nome invocherebbe come mezzo per stabilire il proprio dominio sull&#8217;intera razza umana. Ma ciò che lo distingue dall&#8217;ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, di cui Strong era uno stretto consigliere, o da Ted Turner e Al Gore (entrambi suoi buoni amici), è il fatto che Strong abbia metodicamente dedicato gran parte della sua carriera a creare e controllare un Nuovo Ordine Mondiale.</p>
<p>Anticristo o Salvatore della Terra? Strong tende a circondarsi di &#8220;superstar senza Dio&#8221; (per alcuni nomi, vedi nel corso di questo post). Per esempio, una collaborazione di vecchia data di Strong è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gro_Harlem_Brundtland">Gro Harlem Bruntland</a>, altra figura estremamente attiva, poco appariscente (quanti di voi l&#8217;avevano già sentita?) ma con un&#8217;influenza estremamente benefica. E un&#8217;irriducibile socialista.</p>
<p>Medico di famiglia e per tre mandati primo ministro di Norvegia, ex leader del Partito Laburista di quel Paese, la Bruntland è un&#8217;accesa femminista devota alla propria famiglia, compreso il marito, un giornalista conservatore che lei una volta salvò da annegamento. E&#8217; stata vicepresidente dell&#8217;Internazionale Socialista, e crede che l&#8217;assistenza sanitaria sia un diritto fondamentale dell&#8217;umanità, necessaria al funzionamento di qualsiasi democrazia. Di recente ha lasciato l&#8217;incarico di direttore generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra deputata al miglioramento della situazione sanitaria mondiale. La Bruntland fu apertamente criticata per aver reagito con lentezza alla crisi globale pesantemente politicizzata dell&#8217;AIDS, ma fu giustamente acclamata per l&#8217;istituzione del gruppo d&#8217;intervento rapido dell&#8217;OMS che si dimostrò così efficace nel contenimento di epidemie quali Ebola e SARS.</p>
<p>Come responsabile della Commissione Mondiale delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiente e sullo sviluppo, informalmente chiamata &#8220;commissione Bruntland&#8221;, introdusse la dottrina dello &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile">sviluppo sostenibile</a>&#8220;, che considera la povertà come il massimo agente inquinante in assoluto. Ma allora perchè ne sappiamo di più su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paris_Hilton">Paris Hilton</a> che su di lei? La Bruntland è un tipo asciutto, enciclopedico, ha un&#8217;aria poco attraente, l&#8217;aria della zia che vi regalerebbe un&#8217;obbligazione del Tesoro al compleanno. Ma è anche una delle più straordinarie guaritrici, della gente e dell&#8217;ambiente, che il mondo abbia mai conosciuto.</p>
<p>Insieme a Strong, la Bruntland organizzò la sopracitata Conferenza di SToccolma delle Nazioni Unite del 1972 e presiedette il vertice di Rio del 1992. Scusate se è poco. Pare che insieme stiano progettando per il 2012 un&#8217;altra megaconferenza dell&#8217;ONU, il cui scopo sarebbe quello di consolidare e codificare le normative ambientali facendone degli statuti globali vincolanti.</p>
<p>&#8220;Questa interdipendenza [dell'economia mondiale e dell'ecologia terrestre] è la nuova realtà del secolo, con profonde implicazioni per la struttura delle nostre istituzioni di governo, nazionali ed internazionali. Entro il 2012, questi mutamenti dovranno essere pienamente integrati nella nostra vita economica e politica&#8221; scrive Strong, che, come Carpathia, non mancherà di prendere nelle sue mani l&#8217;intera questione.</p>
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		<title>Bat For Lashes</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:23:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bat For Lashes]]></category>
		<category><![CDATA[Natasha Khan]]></category>
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		<description><![CDATA[
Viene dalla Rimini inglese, vale a dire da Brighton beach, la famosa località balneare affacciata sulla Manica, celebre per l&#8221;inconfondibile architettura e già città natale di uno abituato a contaminare con la musica come Fatboy Slim. Lei, Natasha Khan in arte Bat For Lashes, la contaminazione ce l&#8221;ha già scritta nel Dna, figlia di padre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bat-for-lashes-14.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44" title="bat-for-lashes-14" src="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bat-for-lashes-14.jpg" alt="" width="470" height="313" /></a></p>
<p>Viene dalla <em>Rimini inglese</em>, vale a dire da <strong>Brighton</strong> <em>beach</em>, la famosa località balneare affacciata sulla Manica, celebre per l&#8221;inconfondibile architettura e già città natale di uno abituato a contaminare con la musica come <a href="http://www.myspace.com/fatboyslim" target="_blank"><strong>Fatboy Slim</strong></a>. Lei, <strong>Natasha Khan</strong> in arte <a href="http://www.batforlashes.com/" target="_blank"><strong>Bat For Lashes</strong></a>, la contaminazione ce l&#8221;ha già scritta nel Dna, <strong>figlia di padre pakistano</strong> e <strong>madre inglese</strong>, ma soprattutto di quel <em>meltin&#8221; pot</em> etnico/culturale tipicamente anglo-londinese.\n\nCon uno <strong>stile ipnotico</strong> e di <strong>grande impatto atmosferico</strong>, è arrivata <strong>nel mercato discografico inglese quasi all&#8221;improvviso</strong> solo un paio di anni fa con l&#8221;album <em>Fur And Gold</em>, catturando subito l&#8221;attenzione di pubblico e addetti ai lavori. <strong>Critiche entusiaste</strong> che (tra cui la <em>nomination</em> ricevuta dal <a href="http://www.guardian.co.uk/" target="_blank"><em>Guardian</em></a> come una delle donne dell&#8221;anno 2007), come al solito, hanno lasciato <strong>a briglie sciolte</strong> <strong>la fantasia alla ricerca di sempre più forzate eredità o paragoni</strong>&#8230;</p>
<div id="more">E allora via al solito giochetto, a parte l&#8217;incredibile somiglianza secondo me con altre note colleghe come Lily Allen</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/lily-allen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45" title="lily-allen" src="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/lily-allen.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></div>
<div></div>
<div>e con l&#8217;americana Diane Birch</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/Diane+Birch+diane.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-46" title="Diane+Birch+diane" src="http://www.samueleschiavon.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/Diane+Birch+diane.jpg" alt="" width="448" height="449" /></a></div>
<div></div>
<div><strong>Bat For Lashes</strong> è la nuova (in ordine assolutamente casuale): <a href="http://mt.yalp.alice.it/mt-static/html/bjork.com" target="_blank"><strong>Bjork</strong></a>? <a href="http://pjharvey.lucidwebs.co.uk/" target="_blank"><strong>Pj Harvey</strong></a>? <a href="http://www.toriamos.com/" target="_blank"><strong>Tori Amos</strong></a>? Oppure, sempre giocando con l&#8221;immaginazione, assomiglia un po&#8221; di più a <a href="http://www.katebush.com/" target="_blank"><strong>Kate Bush</strong></a> o a <a href="http://www.fiona-apple.com/" target="_blank"><strong>Fiona Apple</strong></a>? La verità in realtà è che, benchè siano innegabili alcune assonanze illustri, Natasha Khan aka <strong>Bat For Lashes sembra molto più nuova e basta</strong>, invece che una <em>nuova qualcuno</em>.</div>
<div>Intanto, mentre <em>Fur And Gold</em> qui da noi si era sentito poco o niente, con l&#8221;uscita del nuovo album <em>Two Suns</em>, ma soprattutto del singolo <em>Daniel</em>, <strong>sembra che qualcuno in Italia si sia accorto di lei </strong>e voglia tentare il lancio del <em>Bat For Lashes sound</em> anche nel Belpaese. Non è un caso quindi che <a href="http://www.fiona-apple.com/" target="_blank"><strong>Radio Deejay</strong></a> le dedichi addirittura uno spazio speciale in prima fila nel suo <a href="http://www.deejay.it/store/speciale/idSpeciale-188?ref=stpro" target="_blank"><em>store online</em></a> e l&#8221;artista inglese sia <strong>sempre più programmata anche nell&#8221;etere radiofonico</strong>.<strong>\nSperiamo non provino a vendercela come la nuova &#8220;qualcosa&#8221; anche qui</strong>, visto che, se già stonano un pò i paragoni di taglio internazionale, figuriamoci come potrebbe stare l&#8221;accostamento con qualche stella (vera o presunta di casa nostra).</div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="220" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6467200&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="220" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6467200&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/6467200">Daniel</a> from <a href="http://vimeo.com/user1328381">Bat for Lashes</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Piramidi&#8230;in Bosnia?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 22:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pseudoscienza e Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
		<category><![CDATA[Piramidi]]></category>
		<category><![CDATA[Semir Osmanagić]]></category>

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		<description><![CDATA[In Bosnia, nei pressi di Sarajevo, esiste un complesso collinare di aspetto piramidale, più volte portato alla ribalta per le teorie di Semir Osmanagić, che suppone esse siano di costruzione umana. Vuole inoltre farle risalire addirittura a 12.000 anni fa.
Indagini sul sito hanno permesso di determinare l’assenza di qualunque artificio umano risalente a epoche antiche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Bosnia, nei pressi di Sarajevo, esiste un complesso collinare di aspetto piramidale, più volte portato alla ribalta per le teorie di Semir Osmanagić, che suppone esse siano di costruzione umana. Vuole inoltre farle risalire addirittura a 12.000 anni fa.</p>
<p>Indagini sul sito hanno permesso di determinare l’assenza di qualunque artificio umano risalente a epoche antiche.<span style="font-size: small;"><span> </span></span>Gli scienziati hanno criticato le autorità bosniache che avevano incoraggiato queste asserzioni affermando che <em>questa è una frode crudele nei confronti di un pubblico fiducioso e non trova posto nel mondo della vera scienza</em>.</p>
<p>La collina Visočica, alta 213 metri, su cui un tempo sorgeva la vecchia città di Visoki, ha una forma vagamente piramidale. L’idea che potesse essere una piramide è stata divulgata da Semir Osmanagić un metalmeccanico bosniaco rifugiatosi a Houston durante la dittatura di Tito. I suoi successivi scavi al sito hanno portato alla luce quelli che potrebbero somigliare a un piano di entrata e dei cunicoli pavimentati (interpretati come pozzi di ventilazione) come pure blocchi di pietra con intonaco che ha supposto un tempo essere la copertura della struttura. Osmanagić ha affermato che lo scavo aveva coinvolto una squadra internazionale di archeologi provenienti da Australia, Austria, Bosnia, Scozia e Slovenia. Molti degli archeologi da lui citati hanno però affermato di non aver partecipato allo scavo e di non aver mai visitato il sito. Lo scavo era cominciato nell’aprile 2006.</p>
<p><strong>L&#8221;intepretazione &#8220;mistica&#8221;</strong></p>
<p><strong></strong>Osmanagić ha chiamato la collina Visočica &#8220;piramide del sole&#8221;, mentre due piccole alture vicine, identificate tramite fotografia aerea e satellitare sono state soprannominate &#8220;piramide della luna&#8221; e &#8220;piramide del drago (bosniaco)&#8221; (ne sarebbero state identificate inoltre altre due, una delle quali detta &#8220;piramide della terra&#8221;). I giornali hanno riportato che Osmanagić affermerebbe che esse sarebbero state costruite dagli antichi abitanti illirici dei Balcani nel 12.000 a.C., datazione priva di qualunque base storica. In una successiva intervista con Philip Coppens della rivista <em>Nexus</em> (aprile-maggio 2006), Osmanagić cercò di rettificare la sua precedente affermazione dicendo di essere stato frainteso: avrebbe affermato che esse erano state probabilmente costruite dagli illirici che si pensa abbiano vissuto nell’area tra il 12.000 e il 500 a. C. e che la piramide sarebbe stata dunque costruita in quest’arco di tempo e non “nel” 12.000 a. C. In un’intervista con Vesna Peric Zimonjic, apparsa sul quotidiano belga De Morgen, Osmanagić aveva rifiutato di datare le strutture: <em>&#8220;Non abbiamo trovato ancora frammenti organici, ossa, legno o carbone. Quest’analisi ci aiuterebbe a datare le strutture.&#8221;</em> Tuttavia una relazione della sua squadra di scavo affermava, già sei mesi prima, che in effetti due scheletri incompleti erano stati trovati. Successivamente (nel 2006) Osmanagić affermò che la struttura potesse essere datata prima della fine dell’ultima era glaciale<span style="font-size: small;"><span> </span></span> e che sarebbe esistito un antico progetto mondiale per l’edificazione di tali opere. Paragonando la variazione delle altezze delle piramidi egiziane e quelle americane con quella della collina Visočica (che stima sui 220 metri), Osmanagić è poi giunto alla conclusione che siano state tutte costruite da un unico popolo e che l’ultima sarebbe stata la piramide bosniaca. Salvo poi cambiare idea e affermare che quest’ultima sarebbe stata invece la prima e che quindi la collina Visočica sarebbe &#8220;la madre di tutte le piramidi&#8221;. Tale asserzione sarebbe basata sull’esistenza di una geometria sacra e dallo studio numerologico di messaggi lasciati nella piramide per le future generazioni. Attualmente il progetto prevede di terminare lo scavo nel 2012 per “rompere la barriera di energia negativa, permettendo alla terra di ricevere energia cosmica dal centro della galassia”.</p>
<p><img class="alignnone" title="Piramide 1" src="http://albaniakosovo.altervista.org/illiri/illiri3.jpg" alt="" width="395" height="269" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Piramide 2" src="http://img427.imageshack.us/img427/2587/imsr3tk.jpg" alt="" width="425" height="293" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Piramidi schema" src="http://www.margheritacampaniolo.it/archeo/bosnia_3piramidi.gif" alt="" width="360" height="222" /></p>
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		<title>Affordance</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 00:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti gli oggetti e gli ambienti sono caratterizzati da una maggiore idoneità verso alcune funzioni rispetto ad altre. PEr consentire il movimento,le ruote rotonde sono preferibili a quelle quadrate; per salire, le scale sono migliori delle travi. Ciò non significa che le ruote quadrate o le travi siano inutilizzabili per le finalità sopra descritte, quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti gli oggetti e gli ambienti sono caratterizzati da una maggiore idoneità verso alcune funzioni rispetto ad altre. PEr consentire il movimento,le ruote rotonde sono preferibili a quelle quadrate; per salire, le scale sono migliori delle travi. Ciò non significa che le ruote quadrate o le travi siano inutilizzabili per le finalità sopra descritte, quanto piuttosto che le caratteristiche fisiche delle ruote rotonde e delle scale ne condizionano il funzionamento e quindi aumentano le probabilità che siano usate.\n\nQuando l&#8221;affordance, intesa come &#8220;invito all&#8221;uso&#8221;, corrisponde alla funzione per la quale un oggetto o un ambiente è stato progettato, il design avrà prestazioni più efficienti e sarà più facile da usare fisicamente; il contrario avverrà quando l&#8221;invito all&#8221;uso è in conflitto con la funzione per la quale l&#8221;oggetto o l&#8221;ambiente è stato progettato. A volte però, le porte con maniglia consentono solo di spingere, pertanto l&#8221;invito all&#8221;uso della maniglia è in conflitto con la funzione della porta. Se alla maniglia si sostituisce una placca piatta, l&#8221;invito all&#8221;uso della placca corrisponderà alla modalità di utilizzo della porta, con conseguente miglioramento del design, e quindi della cosiddetta &#8220;esperienza utente&#8221;.\n\nLe immagini di oggetti fisici e di ambienti noti possono migliorare l&#8221;usabilità di un ambiente/design. Ad esempio, il disegno di un pulsante 3d sullo schermo di un pc fa leva sulla nostra conoscenza delle caratteristiche fisiche dei pulsanti reali, e pertanto si intuisce che serva per premere. Oramai è una cosa ovvia considerare la schermata iniziale dei sistemi operativi Mac e Pc come una &#8220;scrivania&#8221; o &#8220;desktop&#8221;: le immagini di elementi noti come il cestino o le cartelle sfruttano la conoscenza che abbiamo del loro funzionamento nel mondo reale, e quindi, ne indicano la funzione in ambiente applicativo.\n\n<img class="alignnone" title="MAC OSX desktop" src="http://mactrainingguide.com/wp-content/uploads/mac_os_x_desktop.jpg" alt="" width="520" height="346" />\n\nLaddove sia possibile, è consigliabile che la progettazione di oggetti e ambienti soddisfi la funzione per la quale sono stati concepiti, scoraggiandone un uso improprio. Ad esempio, le sedie impilabili devono poter essere impilate da un unico verso.\n\n<img class="alignnone" title="Sedia impilabile di Jacobsen (1955)" src="http://www.pianetasedia.com/public/designer/articoli/N-JACO-1.jpg" alt="" width="300" height="300" />&#8216;</p>
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		<title>Parallels by Jengafilm</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 00:29:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Jengafilm]]></category>
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		<description><![CDATA[Apro il nuovo anno segnalando un autore del nostro cinema indipendente da prendere in seria considerazione per il futuro. Sto parlando di Christian Cinetto, patròn di Jengafilm, giovane e dal futuro promettente casa di produzione indipendente di Padova.\n\nChristian, inizialmente grandissimo appassionato di cinema, decide di intraprendere la strada autorale e della regia qualche anno fa.\nFonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apro il nuovo anno segnalando un autore del nostro cinema indipendente da prendere in seria considerazione per il futuro. Sto parlando di Christian Cinetto, patròn di <a title="Jengafilm" href="http://www.jengafilm.it/">Jengafilm</a>, giovane e dal futuro promettente casa di produzione indipendente di Padova.\n\nChristian, inizialmente grandissimo appassionato di cinema, decide di intraprendere la strada autorale e della regia qualche anno fa.\nFonda poi una sua realtà, Jengafilm appunto, la quale comincia subito a macinare collaborazioni importanti come Jolefilm di Marco Paolini, Sky Italia tanto per citarne un paio.\n\nQui di seguito riporto uno dei corti prodotti da Jengafilm, &#8220;Parallels&#8221;, una produzione del 2008, girato a Berlino. Molto riuscito secondo me dal punto di vista dell&#8221;intreccio e del recitato.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="230" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4457212&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="230" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4457212&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/4457212">Parallels &#8211; 2008</a> from <a href="http://vimeo.com/user893798">Christian Cinetto</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><a title="Jengafilm" href="http://www.jengafilm.it/">Jengafilm</a></p>
<p><a title="Christian Cinetto on Vimeo" href="http://vimeo.com/user893798">Christian Cinetto on Vimeo</a></p>
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		<title>Elevator Pitch: fico, ma che cos&#8217;è?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 21:20:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8221; un&#8221;introduzione ragionata, ben pensata ai servizi che una persona o un&#8221;agenzia o un&#8221;azienda sono in grado di offrire. Cerco di entrare più nel concreto. Wikipedia (eng) da&#8221; un&#8221;ottima definizione:
&#8220;Un elevator pitch (o elevator speech) è una panoramica di un&#8221;idea o di un prodotto, servizio, progetto. Il nome riflette il fatto che un\nelevator pitch può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8221; un&#8221;introduzione ragionata, ben pensata ai servizi che una persona o un&#8221;agenzia o un&#8221;azienda sono in grado di offrire. Cerco di entrare più nel concreto. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Elevator_pitch">Wikipedia</a> (eng) da&#8221; un&#8221;ottima definizione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Un elevator pitch (o elevator speech) è una panoramica di un&#8221;idea o di un prodotto, servizio, progetto. Il nome riflette il fatto che un\nelevator pitch può essere consegnato e fornito nel tempo che un ascensore (&#8220;<em>elevator</em>&#8221; in inglese) ci mette a salire (per esempio, trenta secondi e 100-150 parole). Una varietà di persone, tra le quali imprenditori, project managers, commerciali, evangelisti, assicuratori, gente che cerca lavoro a vario titolo, sono soliti usare questa tecnica per mettere a fuoco in pochissimo tempo con poche parole efficaci quello che fanno/offrono/vendono.&#8221;</p></blockquote>
<p>Altre risorse:</p>
<p><a href="http://theclosetentrepreneur.com/elevator-pitch-101-intro-to-writing-a-30-second-elevator-pitch">Come scrivere un efficace Elevator Pitch in 30 secondi</a></p>
<p><a href="http://theclosetentrepreneur.com/elevator-pitch-101-intro-to-writing-a-30-second-elevator-pitch"></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elevator_pitch">Wikipedia (ita)</a>&#8216;</p>
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		<title>SEO: Spammers, Evildoers, Opportunists.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 00:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Derek Powazek]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo spunto è troppo ghiotto per non essere colto. Spammers, Evildoers, and Opportunists. A chi rivolge tali gentili epiteti Derek Powazek? Alla categoria dei SEO.
Devo dire che mai mi era capitato di leggere un attacco così duro a chi si occupa di ottimizzazione per i motori di ricerca. Oltre che nel post, il nostro rincara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto è troppo ghiotto per non essere colto. <a href="http://powazek.com/posts/2090">Spammers, Evildoers, and Opportunists</a>. A chi rivolge tali gentili epiteti Derek Powazek? Alla categoria dei SEO.</p>
<p>Devo dire che mai mi era capitato di leggere un attacco così duro a chi si occupa di ottimizzazione per i motori di ricerca. Oltre che nel post, il nostro rincara la dose nei commenti con frasi tipo “Non esistono SEO onesti. Esistono solo buoni siti web”, spalleggiato da altri commentatori che ritengono i consulenti SEO “web designer che non sono in grado di fare il restante 90% del lavoro”.</p>
<p>Powazek punta l’indice contro le pratiche <em>aggressive</em> e invero poco trasparenti di quanti utilizzano ogni mezzo pur di raccattare traffico da Google (punto 2): e a queste accuse si può ribattere tutto sommato facilmente, tirando in ballo la distinzione tra chi fa il proprio lavoro in modo professionale e onesto e chi no.</p>
<p>Bellissimo il gioco di parole <strong>SEO is poisoning the web. </strong> Purtroppo non traducibile decentemente in italiano. Sta di fatto che su una cosa mi trova d&#8221;accordo. Il lavoro del web designer non deve essere quello di creare contenuti per Google, ma progettare siti web.</p>
<p>E conclude con la sua ricetta per un ottimo posizionamento, e quindi successo del progetto web:</p>
<blockquote><p>Make something you believe in. Make it beautiful, confident, and real. Sweat every detail. If it’s not getting traffic, maybe it wasn’t good enough. Try again.</p></blockquote>
<blockquote><p>Then tell people about it. Start with your friends. Send them a personal note – not an automated blast from a spam cannon. Post it to your Twitter feed, email list, personal blog. (Don’t have those things? Start them.) Tell people who give a shit – not strangers. Tell them why it matters to you. Find the places where your community congregates online and participate. Connect with them like a person, not a corporation. Engage. Be real.</p></blockquote>
<p>&#8216;.</p>
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